Passion economy, una chiacchierata con una pittrice italiana

Una volta concluso il viaggio Lucca Comics Extended 2023 e passate fiere come Milan Games Week & Cartoomics, ci siamo presi del tempo per pubblicare blog post sulle nostre live Instagram. In particolare, in queste settimane abbiamo condiviso diversi articoli sulle dirette a tema economia delle passioni che abbiamo tenuto tra la fine del 2022 e il 2023. Ma ce ne mancava ancora una all’appello, quella con Tiziana Lazzarini, pittrice italiana con un percorso artistico molto interessante anche perché sempre in evoluzione. Abbiamo solleticato la tua curiosità? Allora leggi di più sotto.

Tiziana Lazzarini, pittrice italiana

Chi è Tiziana Lazzarini

Pittrice italiana, dipinge principalmente ad olio. Non ha frequentato scuole d’arte, ma è passata prima da un istituto commerciale per poi laurearsi in Scienze della Comunicazione presso l’Università di Bari. Nel 2010 si avvicina alla sua più grande passione, la pittura. Ed è con le lezioni di Adriana Mati, pittrice tarantina che esce dalla bottega Artemisia di Antonella Micocci che impara la tecnica della grisaglia. Ama dipingere i visi e adora la cultura orientale. In particolar modo è affascinata dalla figura della geisha, la personificazione dell’arte.

Partecipa a numerose collettive locali e nel 2013 con la bottega Artemisia espone presso l’Art Shopping del Carousel du Louvre a Parigi. Partecipa ad un evento nella capitale organizzato dalla Fazi Editore e nel settembre del 2012 partecipa con Enzo Rizzi alla colorazione del suo TV Bone, pubblicato poi su Knife numero 5. Insieme ad altri artisti viene poi scelta dalla BCC San Marzano di San Giuseppe per corredare con delle opere il bilancio integrato del 2013.

Poi c’è un periodo di fermo e intraprende altre strade. Con il lockdown ritorna a dipingere in maniera continuativa e arrivano numerose commissioni che le ridanno la voglia e la spinta di ricominciare. Col tempo le sue passioni hanno preso posto nella pittura, infatti spesso le sue creazioni sono ispirate a videogiochi, libri, film e fumetti.

Dopo questa esaustiva presentazione, è arrivato il momento di entrare nel vivo e vedere quello che ci siamo detti durante la live a tema economia delle passioni!

Di opere ne hai realizzate tante, ma sappiamo che ce n’è una in particolare che ci dice qualcosa di te…

Sì, l’opera è Ningyo e raffigura una geisha all’interno di una scatola. Ningyo in giapponese significa bambola e l’opera vuole esprimere come la figura della donna viene vista all’interno della società. Almeno, questo è il significato rappresentato. Poi chiunque guardi una determinata opera, ci può vedere quello che desidera o quello che ha vissuto. Per me è molto importante, perché simboleggia il mio uscire dalla scatola, il mettermi in gioco, il non avere paura di quello che mi sta attorno.

Ningyo

Essendo figlia d’arte, hai iniziato a disegnare da piccolissima, è corretto?

Sì, un po’ come tutti gli appassionati di disegno. Io ho iniziato presto grazie ai miei genitori: mia mamma mi ha insegnato a disegnare. E poi avevo mio papà, che era un artista a 360 gradi.

Come mai questo cambio di rotta quando hai intrapreso gli studi?

È vero, all’epoca scelsi di fare ragioneria. Il motivo? Semplicemente, speravo di iniziare a lavorare da subito una volta concluso il percorso di studi. Solo che non era la mia strada, tant’è che ho cambiato e sono passata a Scienze della Comunicazione. Anche Scienze della Comunicazione non c’entrava esattamente con quello che volevo essere. Però mi stavo avvicinando a quelle che erano le mie passioni, anche perché la pittura è una forma di comunicazione. Poi ho conosciuto colei che è diventata la mia insegnante ed è nato un’amore. Le devo molto, perché è lei che mi ha insegnato la grisaglia, tecnica pittorica dalle radici molto antiche e che veniva utilizzata dai pittori del Rinascimento come Caravaggio e Leonardo.

E tu hai reso questa tecnica moderna adattandola alla tua passione per la cultura orientale

Che si tratti delle geisha o delle numerose leggende dell’arcipelago nipponico, non puoi rimanere immune al fascino del Giappone. Personalmente, ritengo affascinante il passato e anche il presente del Giappone, come i manga e gli anime.

Durante il tuo percorso hai incontrato anche delle difficoltà. Come le hai superate? Cosa ti ha aiutato?

Ho avuto i miei momenti no, ma vicino a me ci sono sempre state persone che mi hanno spronato a non lasciare andare la pittura. Faccio un esempio pratico per far capire meglio quello che intendo: fino al 2016 – 2017 ho dipinto in maniera abbastanza continuativa. A un certo punto, però, la gestione del tempo è diventata un problema, perché allora oltre a dipingere gestivo un negozio insieme al mio fidanzato. Non riuscivo a fare entrambe le cose, così ho sperimentato un blocco artistico.

Per me dipingere significava molto, quindi l’ho vissuto come un periodo molto brutto. Come ho risolto? Sono tornata alle origini, passando del tempo presso la bottega di cui faceva parte la mia maestra. Sono stata praticamente un anno intero con loro. E stare con gli altri, dipingere con loro mi ha fatto rinascere, mi ha fatto di nuovo vedere la pittura come un qualcosa di piacevole.

Fujimi - indistruttibile

C’è un’altra opera a cui sei molto affezionata che può raccontarci come hai attraversato un altro momento di difficoltà

Più che altro, un cambiamento. Si tratta di un’opera che mi è stata commissionata da una coppia che frequentava il negozio, e con la quale ho stretto anche un importante rapporto d’amicizia. Personalmente trovo meraviglioso che dal lavoro si possa arrivare anche ad avere tante amicizie! I due ragazzi che mi hanno commissionato l’opera sono dei grandi appassionati del Giappone e desideravano avere un dipinto che rappresentasse una geisha in un contesto steampunk con poi degli elementi tipici del Giappone, ovvero le carpe koi. In Giappone le carpe simboleggiano, il coraggio, la perseveranza, andare avanti, ma anche l’amore, quindi l’unione tra due persone. Quindi ho creato dei bozzetti e così è nata Fujimi, indistruttibile. Voleva essere la risposta a un momento di delusione che ho avuto, dovuto al fatto che una persona che stimavo molto mi ha “buttato giù”. Quindi questo dipinto, oltre a racchiudere il significato che i ragazzi volevano dare, racchiudeva anche quello che volevo dire io.

C’è stato un momento specifico in cui hai effettivamente compreso che la pittura poteva diventare un lavoro?

L’ho capito durante il lockdown. In quel periodo avevo avuto la fortuna di vendere un dipinto, e la persona che ha acquistato il dipinto me ne aveva chiesti altri quattro. È stato l’ideale, perché mi sono trovata in un momento in cui non avevo nulla da fare e potevo concentrarmi al 100% sulla commissione. Non sono mancate le difficoltà. Ad esempio, reperire i materiali è stato molto difficile. Però questo mi ha fatto capire che poteva diventare un lavoro, anche perché il lockdown ha coinciso con la chiusura del negozio e quindi il fatto di avere tanto tempo libero mi ha permesso di tornare a dipingere.

Come ti sei mossa per iniziare a mettere su un’attività?

Ho iniziato a fare fiere del fumetto, un po’ per avvicinarmi ai potenziali clienti, ma anche per capire cosa poteva interessare al pubblico. Dopodiché, una mia cara amica mi ha convinta ad aprire un negozio online su Etsy. Diciamo che non ero molto convinta, però ho detto proviamo, perché no? E così ho scoperto che Etsy è una bellissima piattaforma dove si incontrano gli appassionati quasi di tutto il mondo. Infatti molti dipinti li ho venduti all’estero, che è sì una cosa bella, ma anche brutta, perché purtroppo in Italia l’arte viene vista ancora come un bene di lusso.

Dove ti sta portando questa tua passione dal momento in cui hai ripreso? Ci sono nuove idee ?

Voglio continuare ancora a esplorare un po’. Dopodiché, spero di creare un mio sito internet e di poter creare dei video tutorial su altre piattaforme. E poi successivamente di fare una personale. Ma è una cosa che voglio fare con calma, anche perché una cosa che mi ha insegnato la pittura è proprio la pazienza, gli step il dover comunque fare le cose al momento giusto con i tempi giusti.

Wrapping up – facci sapere se la rubrica sull’economia delle passioni ti piace!

L’intervista con Tiziana finisce qui. E, per ora, si prende una pausa anche la nostra rubrica sull’economia delle passioni. Vuoi saperne di più su questo tema, vorresti proporti per una live o hai altre proposte? Scrivi a info@vivicomics.com